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Come creare un itinerario personalizzato

viaggiare senza valigie

Come creare un itinerario personalizzato – Forse hai letto “Come scegliere dove andare in vacanza o, meglio, la destinazione del proprio viaggio!e ora vuoi sapere come creare il tuo itinerario personalizzato, oppure hai già una meta e sei stanco dei pacchetti offerti online e dalle agenzie, fatti per accontentare tutti, per la persona media, tu invece sei speciale (ognuno di noi dovrebbe esserlo) e vuoi un un aiuto per creare il TUO itinerario personalizzato. qualunque sia il motivo che ti spinge a cercare di creare davvero l’itinerario del tuo viaggio, sei capitato nel posto giusto perchè noi di Tototravel questo lo facciamo da tanto, tanto tempo e se hai dato un’occhiata alla Gallery sai anche che lo sappiamo fare bene! Prepararti però, perche le cose fatte bene hanno bisogno di un pochino di impegno… qualcuno diceva “…non sono mica fiaschi, che si abboffano!” (Totò). Ma non preoccuparti, una volta imparato il meccanismo basterà un po’ di tempo ogni tanto. E soprattutto in quei momenti la tua mente inizierà a viaggiare, e, un po’ come con l’omino di street view, vi trasporterà in giro per il mondo, a provare le sensazioni da me tanto esaltate nell’introduzione. Anche preparare l’itinerario è una sorta di “vacanza”. Significa iniziare a viverla, immaginarla e quindi trasportarsi in quella dimensione. Come dicono in un noto spot “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere” (G. E. Lessing). Dal canto mio, cercherò di rendervelo scorrevole e divertente …con delle mie “sagaci” battute! 

consigli per viaggiare da soli

PERCHÈ creare un itinerario personalizzato

Non c’è nulla di meglio che un itinerario personalizzato, è come un abito su misura: scegli colore, stoffa, modello e ti viene praticamente cucito addosso… ma nel caso del viaggio invece di costare di più lo paghi la metà!

Se hai avuto la fortuna di trovare un “consulente di viaggio”, di tutta questa parte dovrebbe occuparsi lui, in stretto contatto con te.  Ma esiste davvero? Se cerchi online troverai molti siti che offrono personale in tal senso, e curiosamente più di uno afferma di aver fondato questa figura in Italia. La realtà è che il più delle volte si tratta semplicemente di agenti di viaggio con una forte passione che, avendo la cosiddetta in gergo “copertura tecnica“, offerta comunque da un’agenzia o un tour operator, sono di fatto portati a vendere un prodotto. Allo stesso modo hanno giustamente un interesse personale basato sulla percentuale che prendono da questi pacchetti. Questo fa sì che sostanzialmente si ritorni a un prodotto commerciale.

Avrebbe molto più senso pagare semplicemente un consulente, un viaggiatore esperto, che non prenda nessuna percentuale su ciò che propone, ma semplicemente sia retribuito per il minuzioso lavoro organizzativo che deve fare per entrarvi in testa e capire che cosa volete (la parte più difficile, soprattutto quando si parla di entrare nella mente dell’erroneamente cosiddetto “sesso debole”), e confezionare il viaggio perfetto per voi, attingendo a qualsiasi risorsa possibile. Questo tipo di figura non è ancora presente nel nostro “bel paese“. Se ci si potesse rivolgere a un consulente competente, la spesa per il rimborso di quest’ultimo è ampiamente recuperata dal risparmio e dall’ottimizzazione del proprio viaggio.

È comunque chiaro che nessuno può personalizzare una cosa per te meglio di te stesso, perché si suppone che tu ti conosca comunque più di chiunque altro…. anche se, permettimi, mai fino in fondo, soprattutto se sei una femminuccia (femministe state calme, trattasi di ironia, non di misoginia). Ma per questo non ti preoccupare, i viaggi ti aiuteranno a conoscerti meglio (e non lo penso solo io ma anche H. Keyserling, S. Littleword, un proverbio indiano, e magari anche Freud, sebbene non lo abbia mai detto pubblicamente!)

La strada più difficile e articolata che, come sanno tutti, è anche quella che porta al risultato migliore. Ma il viaggio è una cosa seria! Volete ottimizzare?!? Volete evitare di scoprire al rientro che eravate accanto a qualcosa che volevate tanto vedere ma non sapevate che ci fosse, o peggio ancora non vi eravate organizzati in modo da poterla visitare?!? Volete impedire che l’amico pignolo che si è letto tutto questo articolo possa poi dirvi: “Io l’ho fatto meglio… e ho pagato la metà”?!? Ebbene, dovrete lavorare sodo!

come creare un itinerario personalizzato

PUNTO DI PARTENZA per creare un itinerario personalizzato 

Innanzitutto la cosa più IMPORTANTE: non cerchiamo un contenuto da infilare in una scatola che già abbiamo comprato. Fate così quando acquistate un regalo? O comprate prima il dono e poi cercate la confezione che lo contenga? Vi stupirà ma è un errore comune: con i viaggi si fa spesso al contrario! Se per esempio pensate a prescindere di restare una settimana in una determinata città, vi ritroverete a riempire quei sette giorni con ciò che potete, e a fare ciò che tutti hanno fatto in quel luogo, convinti che proprio perché lo fanno tutti ci sarà un buon motivo. Il motivo molto spesso è solo marketing, è il ricavo che ne fanno le numerose attività che lavorano col turismo. Ordinereste un piatto al ristorante solo perché l’ha preso la maggior parte dei commensali, anche se magari contiene ingredienti che non vi piacciono?

Il primo passo per organizzare un itinerario, una volta che avete individuato quello che volete fare e quindi dove andare (in quest’ordine, vi trovate?), è approfondire l’argomento POI (punti d’interesse) cioè COSA volete fare, vedere, visitare! Quindi Googleate un po’ e trovate tutti i luoghi che costitiuranno il contenuto della vostra scatola, le vere mete del vostro viaggio. Ha più senso dire sono stato a nuotare con le balene che sono andato a Mooololaba, no?

Trovate punti di interesse (Point Of Interest) principali (che chiameremo POI A), cioè le cose che proprio non volete perdere, che magari volete fare più volte e che dovrebbero costituire il vero motivo per cui avete scelto quella destinazione. 

Ma cercate anche altri punti di interesse. Questi serviranno solo come una sorta di “contorno”. Sono attività o visite che arricchirebbero il viaggio, ma non sono per voi fondamentali. Serviranno a riempire gli spazi eventualmente lasciati vuoti dai POI A (il giorno di arrivo in cui siete stanche per il jet lag e quelli di “riserva”, ad esempio). Li chiameremo Punti di Interesse “di serie B” (POI B). Luoghi interessanti ma che tutto sommato potreste anche perdervi.

Per farvi un esempio utilizzerò uno dei miei ultimi itinerari di viaggio in Sudafrica dove i miei POI A erano: 

  • incontrare gli squali bianchi;
  • incontrare i ghepardi;
  • passeggiare con i leoni;
  • vedere le balene da vicino semplicemente dalla costa;
  • fare dei safari;
  • visitare una fattoria di struzzi e assaggiarne le prelibatezze;
  • vedere le otarie sugli isolotti;
  • incontrare i pinguini;

Come creare un itinerario personalizzato 5-min

GRAFICIZZAZIONE nel creare un itinerario personalizzato 

Abbiamo quindi scelto tutte le mete principali del nostro meraviglioso viaggio: i nostri personalissimi “must see” (POI A). Ne abbiamo le informazioni. Entriamo nel vivo dell’organizzazione dell’itinerario.

Ripesca quegli obsoleti oggetti un tempo noti come “carta e penna” nel baule in soffitta e disegna una mappa approssimativa, più o meno in scala, della zona in cui volete andare e riportate i vari punti individuati. Ti assicuro che farlo a mano ti porterà a ragionarci meglio… ma se proprio non vuoi usa GoogleMyMaps uno strumento davvero utilissimo in tal senso (devi avere un account google e google drive). 

Per farvi un esempio ho riportato in figura uno schema di come ho realizzato l’itinerario di uno dei miei ultimi viaggi in Sudafrica.

Non a caso ho usato la parola “zona”.Ti consiglio vivamente di considerare tutte le attrazioni che ci sono nell’area circostante, perché, forse, non ci tornerai. Magari, quindi,  varrà la pena spostarsi un po’ per vedere qualcosa d’interessante. “In for a penny in for a pound” direbbero gli anglosassoni, “Fatto 30 facciamo 31“, Leone X.

A ogni POI A che abbiamo così diligentemente rappresentato, andiamo poi ad assegnare un valore che rappresenta il tempo necessario per ognuno. Ci sono attrazioni che richiedono solo qualche ora, altre un giorno intero o più.

Non dimentichiamoci di considerare eventuali giorni di riserva per diversi motivi. Potrà ad esempio rendersi indispensabile spostare la data (per condizioni meteorologiche o altro). Non solo: è il caso di lasciarsi sempre la possibilità di svolgere altre attività scoperte in zona o, perché no, rifarne una già prevista. Potremmo non trovarci mai più in quello stesso luogo e, se anche ci tornassimo, facilmente lo troveremmo cambiato.  

Come creare un itinerario personalizzato 5-min

Adesso indovinate un po’? Dobbiamo unire i puntini!

Iniziamo a disegnare tutte le distanze che uniscono i vari POI A, i nostri obiettivi principali. Dobbiamo poi “quotare” queste “linee”. Questo si fa in termini di tempo (e successivamente di costi), perché nei viaggi i chilometri hanno un’importanza relativa. In altre parole dobbiamo scrivere, a seconda del mezzo possibile (aereo, treno, macchina eccetera), il tempo necessario per passare da un punto ad un altro. Questo immagino lo sappiate fare tutti, utilizzando google maps.

Nell’esempio del Sudafrica mi sarei mosso internamente solo in auto. Questo in realtà lo avrei deciso solo dopo vari tentativi di studio dell’itinerario, ma qui ho semplificato per farvi focalizzare sul concetto. Riportiamo, quindi, le ore di macchina tra una zona e l’altra (ovviamente raggruppando le attività che si trovano vicine). Ci troveremo un “casotto” come quello in figura.

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Eureka!!! Finalmente abbiamo la base per creare il nostro itinerario personalizzato. Tutte le informazioni fondamentali in un unico foglio, schematizzate alla perfezione… beh diciamo. Da qui è tutto un “se vado lì, no, poi così, meglio colà… boh… mi sa che mi tocca ricominciare… “.

Dobbiamo scegliere quindi dove andare, a cosa rinunciare e così via.  Spaventati? Non vi preoccupate ho ancora per voi una folta serie di consigli su come compiere i prossimi passi.

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NOTA DOLENTE nel creare un itinerario personalizzato 

Un principio fondamentale (spesso indispensabile per la personalizzazione) entra in gioco più o meno in questa fase della pianificazione. Se si viaggia in compagnia possono verificarsi due casi. Il primo è che siate tutti dei cloni o delle pecore magari come Dolly (che era entrambe le cose), ma a quel punto probabilmente avreste acquistato un bel pacchetto viaggio e non stareste leggendo questo testo, o almeno questo capitolo. Sembra restare soltanto una chance: qualcuno si troverà a fare qualcosa che non gli piace, che non gli va di fare, o quantomeno che non preferisce, rinunciando a qualcos’altro.

Ed ecco che spunta una terza possibilità: dividersi! Non è una parolaccia, ho controllato su Internet.

Dovrete, tra l’altro, iniziare a valutare questa ipotesi già da adesso, quando scegliete i POI. Se stiamo sotto casa non importa andare in un bar o in un altro, l’importante è stare insieme. Tuttavia quando ci troviamo a migliaia di miglia da casa, è stupido andare a visitare un luogo che non ci piace soltanto per passare del tempo con i nostri amici, che possiamo goderci con calma in un qualsiasi altro momento.  

Separatevi, prevedetelo già da ora e organizzatevi di conseguenza. Vedrete che sarà un grande arricchimento del viaggio e non un problema. Anche se siete in coppia non abbiate nessuna remora a dividervi per un giorno o più, qualora questo possa permettervi di fare ciò che davvero vi piace. Vi ritroverete a condividere le vostre esperienze e magari valutare se rifarle il giorno dopo insieme.

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SCELTA TIPOLOGIA DI VIAGGIO  nel creare un itinerario personalizzato 

Comunque scegliate di muovervi (auto, mezzi pubblici o trasporti privati con guida eccetera) a questo punto della graficizzazione, a seconda della distribuzione dei POI, possono configurarsi 4 tipi di itinerario: un viaggio con una “meta fissa”, “itinerante”, un “road trip” oppure un viaggio con diversi punti base (“fuochi”).

Viaggio del I tipo: META FISSA

Se i POI sono sufficientemente raccolti attorno ad una sola zona specifica, siete fortunati e potete organizzare l’itinerario nella maniera più semplice, cioè recandovi in una sola località e da lì fare tutto.

Ciò si verifica in casi, per esempio, di viaggi brevi (in cui il tempo non permetterebbe troppi spostamenti), finalizzati allo sport (sci, surf ecc.) o di visita in grandi metropoli in cui è tutto sostanzialmente in un’area circoscritta.

Sovente, però, ci si trova davanti a più mete interessanti che non permettono di soggiornare in un luogo fisso. Ciò richiede la stesura di un qualche tipo di percorso che unisca le destinazioni.

Viaggio del II tipo: ITINERANTE

La cosa più semplice potrà sembrare quella di organizzare un viaggio che tocchi tutte le varie mete in sequenza. Un’ipotesi che appare logica ed è suggerita frequentemente da agenzie tour operator. Questo tipo di viaggio itinerante tuttavia nasconde diversi svantaggi. Il primo è senz’altro quello di doversi spostare continuamente, fare molti check-in e check-out con la conseguente perdita di tempo. Pensate solo alle varie procedure, al dover imparare ogni volta le informazioni necessarie per fruire dell’attività ricettiva, rifare e spostare i bagagli e così via.

Ma il vero problema di questo tipo d’itinerario e che le tappe hanno una sequenza prestabilita che non vi permette di scegliere dove andare, quale attrazione visitare o quale attività svolgere, di giorno in giorno. Non potrai considerare una volta in loco gli elementi che potrebbero influenzare questa scelta. Forse può essere più chiaro un esempio: se in un viaggio itinerante vi trovate a dover visitare un luogo all’aperto in un giorno di pioggia, non potrete rimandare, perché in realtà in quel luogo praticamente ci passate soltanto. E il tempo è solo uno degli infiniti fattori che potrebbero influenzare una scelta.

Se ti renderai conto, comunque, che i POI A si trovano su una sorta di linea e sono più o meno equidistanti l’uno dall’altro (ovvero sarebbe difficile raccoglierli in gruppi) puoi optare per questa scelta, anche se non è quella con il potenziale più alto. Ricordati comunque di lasciarti sempre qualche giorno di riserva. Avrai modo così di visitare qualcosa che magari scoprirai solo sul luogo (che proprio per questo può essere una vera rivelazione), di rifare qualcosa che ti è piaciuto particolarmente e, soprattutto, avrai almeno un’alternativa in caso di necessità.

Questa tipologia d’itinerario è adatta anche a chi sceglie di muoversi con il camper, con sistemazioni meno pretenziose o con lo stile backpacking.

Viaggio del III tipo: ROAD TRIP

Nel caso di un road trip, invece, il percorso è parte integrante del viaggio stesso, anche se sostanzialmente finalizzato al raggiungimento di una meta. In questo caso dovrai semplicemente scegliere una serie di soste, e magari valutare solo durante il viaggio stesso quali e quante farne, tenendo però sempre presente che bisogna lasciarsi qualche giorno di riserva, soprattutto se tra queste fermate c’è un POI A e che quindi non potete mancare.

I campeggiatori, i backpackers e chi preferisce partire senza prenotare o preparare troppo il viaggio, troveranno questa modalità interessante. Attenzione però, questa scelta deve essere comunque operata in maniera oculata in luoghi adatti non solo dal punto di vista della sicurezza, ma anche da quello della ricettività turistica, considerando soprattutto i periodi di peak season (altissima stagione), il tutto per evitare spiacevoli brutte sorprese.

Anche chi sceglie di viaggiare in questo modo, troverà in questo articolo un interessante un segreto incredibile per poter fare una vacanza praticamente gratis, con amici o famiglia, alla guida di un Camper da noleggio!

Viaggio del IV tipo: ITINERARIO CON I “FUOCHI

Senza dubbio la tipologia di itinerario col potenziale più alto è quello basato sui cosiddetti “fuochi “.

Individuazione dei fuochi

Per fuochi s’intendono i punti dove conviene cercare le sistemazioni e da lì partire per le varie attività circostanti. Come per tutti gli altri elementi, anche qui c’entrano molto i vostri gusti ed esigenze. E, repetita iuvant, è per questo che solo voi potete confezionare un viaggio davvero su misura per TE.

Entrano in gioco anche fattori legati alla meta, ai costi, i mezzi di trasporto eccetera. Le variabili e le sfaccettature di questo discorso sono infinite e quindi non posso certo stare qui a incasinarti ancora di più la mente con esempi e possibilità… spero che comunque il concetto sia chiaro.

Tutte queste valutazioni  ti permettono di individuare una sorta di “Raggio” di ogni fuoco.

Nell’esempio, ho considerato che qualora avessi potuto raggiungere uno dei POI in un paio d’ore d’auto, avrei preferito dormire nello stesso posto, ed evitarmi il check-in, check-out, e spostamenti vari con i bagagli. Quello era il mio “raggio” di ogni “fuoco”. Mi sono ritrovato quindi con dei cerchietti di raggio pari a 2 ore d’auto che dovevo posizionare in modo da raccogliere al loro interno il maggior numero POI possibile.

Ora bisogna un po’ “giocare” con la matita, e soprattutto la gomma da cancellare. Non si tratta solo di posizionare i “cerchietti”, ma di valutare il maledetto tempo, che non è mai abbastanza. Hai tutto sul foglio, spostamenti, durata delle attività e così via. Dovrai mettere tutto insieme e capire quanto rimanere in ogni luogo per rientrare nella durata complessiva del viaggio.

Spesso ti troverai a scegliere se fare di più, rischiando di fare male e velocemente, o viceversa, tralasciare qualcosa. Questo vale un po’ per tutte le scelte della vita, comunque (a meno che non sei Highlander).

Ricordati di valutare tutte le opzioni, con calma. Considera, ad esempio, anche che se qualche punto di interesse si trova lungo la strada tra un fuoco e un altro e si può visitare durante il trasferimento (ma ricorda che questo significa avere una data fissa per quell’attività, con i relativi rischi). Spesso si parte da un territorio più ampio per poi (a causa ovviamente del tempo e del budget) ridurre il discorso a un’area più ristretta.

Frastornato? Spero ti si chiariscano le idee con l’esempio. Avevo a disposizione una quindicina di giorni, compresi quelli di volo. Dal posizionamento dei POI A si erano accumulati più punti attorno a Cape Town, Mossel Bay, Port Elizabeth e l’area a Est di Pretoria. Considerato un raggio dei fuochi di un paio d’ore, il tempo necessario per le varie attività, quello di riserva e gli spostamenti, non avrei potuto toccare tutte le mete. Ho scelto quindi escludere l’area a Est di Pretoria  (ci sarei magari andato in un’altra occasione, con calma). Ho deciso di concentrare quindi la ricerca e incominciare a pianificare il viaggio su gli altri tre fuochi, rimanendo in ognuno dai 3 ai 5 giorni. Avrei avuto così un giorno di riserva in ogni area e il tempo per spostarmi comodamente tra l’una e l’altra.

Come creare un itinerario personalizzato 5-min

Il più delle volte, come nell’esempio descritto, soprattutto dopo una ricerca accurata, ci si troverà davanti a troppi POI e fuochi per poter fare tutto in un solo viaggio. Il mondo, infatti, è meraviglioso e vario e offre infinite possibilità, qualunque siano i vostri interessi e il budget. La rete permette ormai di conoscere quasi tutti questi luoghi, soprattutto utilizzando i metodi sopradescritti. In queste circostanze, il mio consiglio è sempre di considerare di dividere il viaggio in più parti, e quindi sperare di poterci tornare un’altra volta. Inutile fare tutto ma male. Il Coast to Coast negli Stati Uniti, per esempio, è il modo peggiore per vederli, te lo garantisco. Salvo che non si tratti di un road trip, significherebbe solo attraversare aree banali, quando probabilmente a poche miglia si nascondono piccole gemme e luoghi meravigliosi.  Pertanto, se il vostro scopo non è fare un viaggio introspettivo in automobile passando a volte 10 ore con lo stesso identico landscape, meglio concentrarsi su una zona alla volta.

Questa fase può sembrare un po’ articolata la prima volta perché richiede molte considerazioni tutte insieme. È anche la parte po’ più ostica nei nostri workshop, sebbene di persona sia più facile sviscerare l’argomento. Quello che vi posso dire, comunque, è che potete contattarci per chiedere chiarimenti quando volete, gratuitamente.

Vi posso garantire, però, che dopo i primi tentativi il meccanismo diventerà semplice e automatico. Anzi vi dirò di più, se avete capito fino in fondo il concetto, sarete in grado di sviluppare col tempo un metodo magari analogo, ma personalizzato, così come ognuno sa leggere meglio la propria scrittura (farmacisti a parte, che non si sa come riescono a leggere anche quella dei medici).

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INDIVIDUAZIONE DEL PERCORSO MIGLIORE nel creare un itinerario personalizzato 

Vediamo ora come scegliere il percorso. Questo metodo vale indipendentemente dal “tipo” d’itinerario (II, III o IV).

Dobbiamo valutare in che ordine visitare i diversi luoghi ovvero da dove iniziare. Anche qui i fattori sarebbero moltissimi. Bisognerebbe considerare le diverse possibilità di spostamento (aereo, treno ecc.), la concomitanza con festività ed eventi e chi più ne ha più ne metta.

Non spaventarti, ma il metodo migliore per verificare il percorso ottimale è quello di rappresentare le varie possibilità in una tabella (o un foglio Excel) in modo da poter valutare, per esempio, cosa capita nei weekend, in quali giorni mi troverò in un posto o in un altro e così via. Con questo metodo, infatti, è facile confrontare le varie alternative e farsi un’idea su quale sia la più funzionale.

Tuttavia, malgrado ci provi gusto a incasinare le cose, eviterò di fare nuovi esempi. Vedremo quindi come “montare” il percorso al meglio nel caso di viaggio del IV tipo, con i fuochi.  Del resto si tratta solo di un mero esempio finalizzato a farvi comprendere un algoritmo volto a creare un metodo “scientifico” per creare il tuo itinerario personalizzato.

Nel mio esempio del Sudafrica volevo partire il giovedì e ritornare il martedì (per risparmiare sul volo). Il punto di arrivo e di ritorno sarebbe stato Cape Town (perché più servita). La maggior parte delle attività che intendevo svolgere erano chiuse nel weekend (quelle assolutamente non turistiche, ovviamente) e viceversa quelle aperte al pubblico, essendo per la maggior parte fruite più che altro da turisti del luogo, sarebbero state più affollate proprio il sabato e la domenica. Le strade invece sarebbero state più scorrevoli poiché avrebbero circolato meno mezzi pesanti da lavoro. Quindi il mio obbiettivo principale era di viaggiare nei week end e visitare durante la settimana. Dovendo fare l’immersione con gli squali, poi, ero molto legato al tempo meteorologico per non rischiare l’impossibilità di uscire in mare.

Considerato quindi il tempo di permanenza di 5 giorni a Cape Town, di almeno 3 negli altri fuochi e gli spostamenti (mezza giornata o un giorno intero, rappresentatati dalla “macchinina”) ho realizzato lo schema riportato nella figura per valutare se andare prima in un luogo e poi un altro e così via in modo da incastrare gli spostamenti nel weekend.

Essendo fanatico (termine “politically correct” per non dire fissato… o scemo), ho usato l’astronave come simbolo del volo perché per me viaggiare è come andare ogni volta su un altro pianeta. Ognuno, ribadisco, organizzerà questi file come preferisce, ma è importante anche sentirli propri per massimizzare il risultato e, perché no, farlo diventare anche un divertimento.

Le possibilità sembravano tre, corrispondenti alle sequenze possibili dei tre “fuochi”, appunto:

  • A: restare a Cape Town (CPT), poi andare a Mosselbaai (MB), poi a Port Elizabeth (PE) e infine rientrare per partire.
  • B: Appena atterrati recarsi a Port Elizabeth e fare poi il percorso al contrario (Mosselbaai poi Cape Town).
  • C: Dopo l’arrivo partire dal “centro“, Mosselbaai, per poi andare a Port Elizabeth e da lì trasferirsi a Cape Town per passarvi gli ultimi giorni.

Invece è venuto fuori che il modo migliore (percorso “D” ) fosse: restare 3 giorni a Cape Town, viaggiare di sabato per poi restarne 3 e mezzo a Port Elizabeth, trasferirsi a Mosselbaai il mercoledì e domenica tornare a Cape Town per passarvi gli ultimi giorni. Ciò mi avrebbe fatto viaggiare più ore nei week end di qualsiasi altra ipotesi, e lasciato, quindi, i giorni infrasettimanali da dedicare a visite e attrazioni. Inoltre mi avrebbe concesso due periodi distanti per l’immersione con gli squali a Cape Town, dandomi maggiori chance di trovare il tempo buono, visto il gap di due settimane.

La soluzione ottimale in realtà è stata quindi la meno scontata. Quando si viaggia bisogna spesso uscire dagli schemi e pensare lateralmente.

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Questa fase è la più difficile perché in realtà è il cuore dell’organizzazione del viaggio e ne comprende tutti gli aspetti.

Infine, permettimi di farti notare ancora una volta come il centro di tutto sia sempre ciò che vuoi fare, visitare, e che su questo va confezionato tutto il resto.

Possiamo ora dedicarci a trovare altri punti di interesse. Questi serviranno solo come una sorta di “contorno”. Sono attività o visite che arricchirebbero il viaggio, ma non sono per voi fondamentali. Serviranno a riempire gli spazi eventualmente lasciati vuoti dai POI A (il giorno di arrivo in cui siete stanche per il jet lag e quelli di “riserva”, ad esempio). Li chiameremo Punti di Interesse “di serie B” (POI B). Luoghi interessanti ma che tutto sommato potreste anche perdervi.

In questa fase tutto fa brodo: blog, articoli, documentari, pubblicazioni… dipende da quello che vi piace.

Di nuovo googleate  “….. off the beaten path”,  “free things to do in….” o “ unusual things to do in …..” e non “cosa fare a…“,

Abbiamo così individuato i punti di interesse di livello B. Riportate anche questi sul vostro bel disegnino, magari con un colore diverso. Non dimenticate l’indicazione dei tempi che richiedono.

Non vi nascondo che capita a volte che queste esperienze “di serie B” si rivelino più forti ed emozionanti di quelle per le quali si era partiti, e anche questo è “il bello della diretta “. Tuttavia, non potendolo sapere a priori, il metodo più sensato di pianificare l’itinerario resta quello di basarlo sui POI A.

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Ora sì che abbiamo incasinato bene tutto e magari ci tocca rifare il disegno daccapo! Non importa! Tutto tempo passato con la mente in vacanza!

Chiaramente si è trattato solo di un “piccolo” esempio: i viaggi hanno infinite possibilità e sfaccettature, per fortuna… e tutto ora dipende da TE!

Bravo, comunque, se sei arrivato fin qui senza cambiare pagina vuol dire che sei molto determinato! Magari invece di usare programmi e schemi e creare tutto ‘sto macello sei anche capace di fare a mente! Beh, te lo auguro… magari provaci per un viaggio semplice. L’importante  (e so che sono cento volte che lo ripeto) è capire il meccanismo.

Sono sicuro che potrà esserti molto utile il nostro manuale “Smart Travelling – trucchi, segreti e idee per il viaggiatore moderno“. Puoi scaricarne anche la versione Lite gratuita cliccando qui.

E se in tutto ciò il problema sono i soldi… bhè scopri “Come viaggiare Gratis!” 

May the Force of traveling be with you!