Come trovare voli low cost (1)
In giro per il mondo da casa: come viaggiare grazie a internet, libri, riviste e non solo
21 Maggio 2020
la gomera canarie
La Gomera Canarie
24 Maggio 2020
Show all

Una riserva in cui è possibile l’incontro ravvicinato con gli Elefanti Africani – in maniera etica e professionale.

passeggiare con gli elefanti-min

Chi non ha mai sognato di provare la magnifica, unica, incredibile emozione di un incontro ravvicinato con gli elefanti? Chi non vorrebbe toccargli la proboscide le orecchie giganti a forma di Africa? Chi può amare la natura ma rimanere indifferente alla magnificenza, alla potenza e alla delicata forza che l’elefante trasmette con i suoi lenti movimenti o con i suoi profondi sguardi? La domanda che mi fanno più spesso nel vedere le numerose foto nel blog e sui social di Tototravel.it  che mi ritraggono accanto a queste testimonianze viventi della meraviglia della natura è se non sia pericoloso. La seconda domanda più frequente, soprattutto negli ultimi tempi, è se sia etico farlo.Le risposte sono leggermente più complesse di quanto possa sembrare ma è fondamentale andare a fondo dell’argomento attraverso prove e testimonianze dirette se vogliamo che questa attività possa essere svolta nel modo giusto e portare a vantaggi indiscutibili per tutti gli esseri, umani e animali. Chi segue Tototravel sa quanto ci battiamo per la sostenibilità, l’ambiente, la natura e in particolare la fauna. Ma sa anche che ci muoviamo spesso fuori dai percorsi battuti, “off grid“, e che per fare questo è necessario scrollarsi di dosso luoghi comuni e retorica e iniziare a viaggiare in maniera più profonda e genuina. Tenetevi pronti allora ad aprire la mente come fa ogni vero viaggiatore, pronti a cambiare punto di vista, ad uscire dal gregge e ad avere il vostro incontro ravvicinato con gli elefanti Africani!

A reserve where close encounters with African Elephants are possible – ethically and professionally.

Who has never dreamed of trying the magnificent, unique, incredible emotion of a close encounter with elephants? Who wouldn’t want to touch its trunk or its giant African-shaped ears? Is there any animal lover able to remain indifferent to the magnificence, powerful but delicate force that the elephant transmits with its slow movements or with its deep looks? The question they ask me most often when I see the numerous photos on Tototravel.it’s blog and social media that portray me alongside these living testimonies of the wonder of nature is: “is it dangerous?”. The second most frequent question, especially in recent times, is whether it is ethical to do so. The answers are slightly more complex than it might seems but it is essential to go to the bottom of the topic through direct evidence and testimony if we want this activity to be carried out in the right way and lead to indisputable advantages for all beings, humans and animals. Those who follow Tototravel know how much we strive for sustainability, environment, nature, and, in particular, fauna. But he also knows that we often move off the beaten track, “off-grid”, and to do this we need to leave apart shake off commonplaces and rhetoric and start traveling in a deeper and more genuine way. So get ready to open your mind as any real traveler should do, be ready to change your point of view, to get out of the flock, and have your close encounter with African elephants!

Si può avere un incontro ravvicinato con gli Elefanti in maniera etica e professionale?

Innanzitutto va sottolineato che esistono luoghi in cui questi incontri vengono fatti con mero scopo di lucro. Luoghi tristi e terribili dove il principio è “money first” e non certo “animal first“. Gli animali vengono drogati o incatenati e costretti a fare foto con i turisti. Abbiamo già parlato di situazioni di questo tipo in numerosi convegni e nell’articolo “Turismo e fauna“.

Ma dire che tutti i centri in cui si concede questo enorme privilegio di avvicinare un Elefante Africano adulto siano da biasimare è come dire che siccome esistono i Serial Killer noi esseri umani siamo tutti assassini. È una forma stupida di pregiudizio come il razzismo, è “fare di tutta l’erba un fascio“.

E per questo che spesso torniamo lì – nei luoghi giusti – per far provare in modo sano e costruttivo tali esperienze a tutti grazie ad alcuni tour appositamente organizzati . Per informazioni non esitate a contattarci.

Vi posso garantire esistono alcune riserve (come l’INDALU a Mossel Bay – che vedete in foto) dove gli animali vengono trattati molto meglio di come noi trattiamo i nostri animali domestici, costringendoli quantomeno a tenere i nostri ritmi, i nostri orari personali e comunque a vivere dove e come decidiamo noi.

Innanzitutto, cosa fondamentale, qui si passeggia CON gli Elefanti e NON sopra gli elefanti. Poi, questi maestosi giganti non indossano nessuna sorta di guinzaglio, imbracatura, catena e men che meno baldacchino!

Ulteriore prova certa di quanto questi animali siano affezionati ai loro padroni (anche se sarebbe più appropriata la parola “genitori umani” se non addirittura “amici“) lo si vede semplicemente da come passeggiano accanto invece di fuggire a nascondersi nella vasta riserva in cui si trovano, sebbene ne abbiano facoltà.

Qui ci sarebbe poi da aprire un capitolo a parte su quanti animali sono davvero liberi, visto che l’antropizzazione ha ormai stravolto tutta l’Africa e gli animali che erano prima liberi di migrare ed occupare vasti territori sono raccolti in parchi e riserve TUTTI COMUNQUE RECINTATI e che, per quanto ci possano sembrare enormi, rappresentano soltanto una piccolissima percentuale del continente risultando comunque delle “grandi gabbie” che limitano la libertà di molte specie in passato abituate a percorrere centinaia di chilometri.

Molte migrazioni sono state per sempre compromesse e il ciclo perfetto che la Natura aveva creato in milioni di anni è irrimediabilmente compromesso per sempre.

Aa questo punto qualcuno di voi starà pensando se è giusto che questi animali da sempre riconosciuti come selvatici siano in buona sostanza “addomesticati”, anche se io credo che sia più appropriato dire “abituati a passare del tempo insieme agli umani”. L’ideale sarebbe chiederlo a loro ma ciò non è ancora possibile. In attesa di un’invenzione che ci permetta di comunicare direttamente con gli animali (atteso che indirettamente già lo facciamo interpretando il loro linguaggio e trasmettendo il nostro) mi permetto io di supporre la loro risposta. Sono convinto innanzitutto che qualsiasi animale che per qualsiasi motivo viva in cattività preferisca interagire con gli esseri umani, farsi coccolare (e questo per chi l’ha visto con gli occhi come me è abbastanza evidente) ed essere trattato come un membro della “famiglia allargata” piuttosto che vivere come un detenuto a cui si dà solo cibo e acqua.

Non solo. Il loro compito di ambasciatori permette la sensibilizzazione delle popolazioni locali e non, costituendo una lotta culturale al bracconaggio. Inoltre le emozioni che procurano a chiunque sì rechi lì in Sudafrica per vivere questa esperienza indimenticabile hanno un retaggio enorme e creano un indotto culturale ed economico fortissimo nei confronti della salvaguardia.

Passeggiate con uno di questi giganti buoni e non vi sognerete mai più di acquistare un oggetto in avorio, sapendo da dove proviene, per esempio.

passeggiare con gli elefanti-min

Is it possible to have a close encounter with the Elephants in an ethical and professional way?

First of all: there are places where these meetings are done for mere profit. Sad and terrible places where the principle is “money first” and certainly not “animal first”. The animals are drugged or chained and forced to take pictures with tourists. We have already talked about situations of this type in numerous conferences and in the article “Tourism and fauna”.

But to say that all the centers where this enormous privilege of approaching an adult African Elephant is granted are to blame is like saying that since Serial Killers exist, we human beings are all murderers. It is a stupid form of prejudice like racism, it is “making a bundle of all the grass”.

This is why we travel to the right places to help everyone make these amazing experiences in a healthy and constructive way. For information, do not hesitate to contact us.

I can guarantee you there are some reservations (like INDALU in Mossel Bay – which you see in the picture) where animals are treated much better than how we treat our pets, forcing them at least to keep our rhythms, our personal schedules and in any case to live where and how we decide.

First and foremost, here you walk WITH the Elephants and NOT ON the elephants. Then, these majestic giants do not wear any kind of leash, harness, chain: anything at all!

Further certain proof of how much these animals are fond of their owners (although the word “human parents” or “friends” would be more appropriate) is seen simply by how they walk alongside instead of fleeing to hide in the vast reserve where they live, although they have the faculty.

Here we would then have to open a separate chapter on how many animals are really free since anthropization has now turned upside down all of Africa and the animals that were previously free to migrate and occupy vast territories are collected in parks and reserves which -even though they may seem huge to us- represent only a very small percentage of the continent, still being “large cages” that limit the freedom of many species used to travel hundreds of kilometers in the past.

Many migrations have been forever compromised and the perfect cycle that Nature had created over millions of years is hopelessly and definitely compromised forever.

At this point, some of you will be thinking if it is right that these animals, which have always been recognized as wild, are essentially “domesticated”, although I think it is more appropriate to say “accustomed to spending time with humans”. The ideal would be to ask them but this is not yet possible. Pending an invention that allows us to communicate directly with animals (given that we already indirectly do so by interpreting their language and transmitting ours) I allow myself to suppose their response. I am convinced above all that any animal that for any reason lives in captivity prefers to interact with human beings, be pampered (and this for those who have seen it with their eyes like me is quite evident) and be treated as a member of the “extended family “rather than living as a prisoner who is only given food and water.

Not only. Their role as ambassadors allows the awareness of local and non-local populations, constituting a cultural struggle against poaching. In addition, the emotions that they bring to anyone who goes there to South Africa to live this unforgettable experience have an enormous heritage and create a very strong cultural and economic influence towards safeguarding.

Walk with one of these good giants and you’ll never dream of buying an ivory object again, knowing where it comes from, for example.

Incontro ravvicinato con gli elefanti: è sicuro passeggiare accanto a questi possenti animali?

Per me qui la risposta è molto più semplice ed è: assolutamente sì, ammesso che l’attività si svolga in riserve che lo fanno in maniera etica e professionale come l’INDALU e quelli da me scelti tra i tanti visitati. È difficile dire se questi pachidermi credano di essere umani anche loro o se pensino che le persone che li circondano siano solo membri un po’ strani del branco, ma è sicuro che non vedono l’uomo come una potenziale minaccia.

Tuttavia il loro linguaggio è un po’ “crudo” e la maniera per dire “mi dai fastidio, spostati” può essere una spinta che per un essere umano significa correre al Pronto Soccorso. Più facilmente può capitare che possano manifestare curiosità o voglia di giocare e farlo con movimenti potenzialmente pericolosi per l’uomo. Ma non c’è niente di cui preoccuparsi: i ranger hanno esperienza pluriennale e sono addestrati a far sì che durante le attività non si possa venire a creare nessuna circostanza neanche lontanamente pericolosa per gli avventori o per gli animali.

Un’esperienza da consigliare a chiunque, alla portata di tutti e destinata a diventare protagonista dei vostri ricordi e sogni più belli e ad aggravare terribilmente quella dolce-amara nostalgia ancestrale patologica conosciuta come “mal d’Africa“.

passeggiare con gli elefanti (1)

E’ giusto detenere questi animali per permettere ai turisti un incontro ravvicinato con gli elefanti?

Se fatto in maniera etica e professionale, beh, credo si sia capito, per me assolutamente sì! Ma la politica del centro deve essere “animal first” ed è necessario applicare tutte le normative esistenti (e magari migliorarle…) volte alla tutela degli animali residenti nelle riserve che lo fanno.

Soprattutto per chi non ha esperienza non è facile, a volte neanche visitandoli, capire se i gestori amano davvero gli animali e se l’attività, alla fine, ne avvantaggi anche la salvaguardia. Ma è proprio per questo che nei nostri ultimi viaggi abbiamo deciso di visitarne diversi e di dare un’occhiata anche “dietro le quinte” prima di permetterci di consigliarveli.

Sono sicuro che se ci conoscete un po’ vi fiderete. Ma se avete ancora dubbi non esitate a contattarci.

Il concetto è molto articolato e complesso ed è impossibile sviscerarlo ed affrontarne tutte le numerose sfaccettature in un articolo di blog. Ma sono stra-convinto di quello che asserisco con forza e da tempo, e pertanto sarò più felice di approfondirlo con chiunque. Evitate però di inviarmi messaggi con polemiche inutili puntando il dito su un’attività in cui gli animali sono amati e rispettati e sebbene procurino un reddito (volto più delle volte anche alla loro conservazione) vivono sereni e felici così come (mi auguro…!) i vostri animali domestici.

Purtroppo i condizionamenti che gli esseri umani hanno portato al mondo animale sono stravolgenti e non si può più tornare indietro. Immaginate soltanto le reti stradali che abbiamo creato e tutti gli omicidi compiuti da chi investe un povero animale magari mentre si sta recando a fare qualcosa che non è per nulla importante. Le interazioni sono infinite ed è impossibile trattare l’argomento in questa sede. Ma ci tenevo a fare un esempio per sottolineare quanto le considerazioni da fare sulle interazioni tra uomo e animale abbiano uno spettro molto più ampio e che in tante circostanze quotidiane gli animali vengano danneggiati, spesso senza motivo, o letteralmente torturati solo per ottenerne pietanze più gustose o a buon mercato.

Nelle riserve in cui gli incontri vengono fatti in maniera etica e professionale, dove gli animali sono amati e i gestori si battono per salvaguardare la specie e combattere il bracconaggio, avviene l’esatto contrario, ma spesso questi si vedono il dito puntato contro da qualunquisti e pseudo-ambientalisti.

passeggiare con i leoni(2) Potrebbero interessarti anche:

Close encounter with elephants: is it safe to walk next to these mighty animals?

For me, the answer is much simple and it is: absolutely yes, assuming that the activity takes place in reserves that do it in an ethical and professional manner such as INDALU and those chosen by me among the many visited. It is difficult to say if these pachyderms believe they are human too or if they think that the people around them are just a bit strange members of the pack, but it is sure that they do not see man as a potential threat.

However their language is a little “raw” and the way to say “you bother me, move” can be a push that for a human being means to run to the emergency room. It can more easily happen that they can show curiosity or desire to play and do it with potentially dangerous movements for humans. But there is nothing to worry about: the rangers have many years of experience and are trained to ensure that during the activities no circumstances can be created that is even remotely dangerous for customers or animals.

An experience to be recommended to anyone, within everyone’s reach, and destined to become the protagonist of your most beautiful memories and dreams and to terribly aggravating that sweet-bitter ancestral pathological nostalgia known as “Nostalgia of Africa”.

Is it right to keep these animals to allow tourists a close encounter with elephants?

If done in an ethical and professional way, well, I think it is understood, for me absolutely yes! But the policy of the center must be “animal first” and it is necessary to apply all existing regulations (and perhaps improve them …) aimed at the protection of animals residing in the reserves that do so.

Especially for those who have no experience, it is not easy, sometimes not even visiting them, to understand if the managers really love animals and if the activity, in the end, also benefits from safeguarding them. But it is precisely for this reason that in our recent travels we have decided to visit several of them and take a look also “behind the scenes” before allowing us to advise you.

I am sure that if you know us a little you will trust us. But if you still have doubts, do not hesitate to contact us.

The concept is very complex and it is impossible to dissect it and deal with all the many facets of it in a blog article. But I am extra-convinced of what I have been saying forcefully and for some time, and therefore I will be happier to deepen it with anyone. But avoid sending me messages with unnecessary controversy by pointing your finger on an activity in which animals are loved and respected and although they procure an income (aimed more often than not even for their conservation) they live calm and happy as well as (I hope … !) your pets.

Unfortunately, the conditions that human beings have brought to the animal world are overwhelming and there is no going back. Imagine only the road networks we have created and all the murders committed by those who run over a poor animal, perhaps while going to do something that is not important at all. The interactions are endless and it is impossible to deal with the topic here. But I wanted to give an example to underline how much the considerations to be made on the interactions between man and animal have a much wider spectrum and that in many daily circumstances the animals are damaged, often for no reason or literally tortured only to obtain tastier or cheaper dishes.

In the reservations where the meetings are done ethically and professionally, where the animals are loved and the managers fight to safeguard the species and fight poaching, the exact opposite occurs, but often these are seen the finger pointed at by pseudo-environmentalists.