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Accarezzare cuccioli di leoni – e altri grandi felini – in maniera etica e professionale

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Chi non vorrebbe accarezzare un cucciolo di leone coccoloso e farsi mordicchiare? Chi non ha mai sognato di provare la magnifica, unica, incredibile emozione di trovarsi accanto ad un grande felino? Chi può amare la natura ma rimanere indifferente alla magnificenza, all’eleganza e alla sinuosità che un leone o un ghepardo trasmettono anche soltanto con un piccolo movimento o uno sguardo? La domanda che mi fanno più spesso nel vedere le numerose foto nel blog e sui social di Tototravel.it che mi ritraggono accanto a queste testimonianze viventi della meraviglia della natura è se non sia pericoloso. La seconda domanda più frequente, soprattutto negli ultimi tempi, è se sia etico farlo. Le risposte sono leggermente più complesse di quanto possa sembrare ma è fondamentale andare a fondo dell’argomento attraverso prove e testimonianze dirette se vogliamo che questa attività possa essere svolta nel modo giusto e portare a vantaggi indiscutibili per tutti gli esseri, umani e animali. Chi segue Tototravel sa quanto ci battiamo per la sostenibilità, l’ambiente, la natura in particolare la fauna. Ma sa anche che ci muoviamo spesso fuori dai percorsi battuti, “off grid“, e che per fare questo è necessario scrollarsi di dosso luoghi comuni e retorica e iniziare a viaggiare in maniera più profonda e genuina. Tenetevi pronti allora ad aprire la mente come fa ogni vero viaggiatore, pronti a cambiare punto di vista, ad uscire dal gregge e a sentirvi sereni nel poter coronare il vostro sogno di accarezzare i cuccioli di leoni!

Si possono incontrare Leoni e accarezzare cuccioli di leoni in maniera etica e professionale?

Innanzitutto va sottolineato che esistono luoghi in cui si lasciano accarezzare cuccioli di leoni con mero scopo di lucro.  Centri che, destinano questi poveri animali a pratiche terribili, come la caccia. Sì, ed è perfino legale in alcune aree del globo! Questi sono luoghi tristi, abominevoli, dove il principio è “money first” e non certo “animal first“. Gli animali vengono drogati o incatenati e costretti a fare foto con i turisti. Abbiamo già parlato di situazioni di questo tipo in numerosi convegni e nell’articolo Turismo e fauna.

Ma dire che tutti i centri in cui si concede questo enorme privilegio di incontrare un grande felino siano da biasimare è come dire che siccome esistono i Serial Killer noi esseri umani siamo tutti assassini. È una forma stupida di pregiudizio come il razzismo, è “fare di tutta l’erba un fascio“.

E per questo che spesso torniamo lì – nei luoghi giusti – per far provare in modo sano e costruttivo tali esperienze a tutti grazie ad alcuni tour appositamente organizzati . Per informazioni non esitate a contattarci.

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Vi posso garantire esistono numerosi centri (come Horseback Africa – che vedete in foto) dove gli animali vengono trattati molto meglio di come noi trattiamo i nostri animali domestici, costringendoli quantomeno a tenere i nostri ritmi, i nostri orari personali e comunque a vivere dove e come decidiamo noi.

Prova certa di quanto questi animali siano affezionati ai loro padroni (anche se sarebbe più appropriata la parola “genitori umani” se non addirittura “amici“) lo si vede semplicemente dal fatto che quando escono dalle grandi recinzioni che costituiscono la loro dimora (il più delle volte per ragioni di sicurezza, legate anche all’antibracconaggio) questi non fuggono a nascondersi nelle vaste riserve in cui si trovano, sebbene ne abbiano facoltà. E se qualche volta si allontanano un po’, ritornano subito se richiamati.

Qui ci sarebbe poi da aprire un capitolo a parte su quanti animali sono davvero liberi, visto che l’antropizzazione ha ormai stravolto tutta l’Africa e gli animali che erano prima liberi di migrare ed occupare vasti territori sono raccolti in parchi e riserve TUTTI COMUNQUE RECINTATI e che, per quanto ci possano sembrare enormi, rappresentano soltanto una piccolissima percentuale del continente risultando comunque delle “grandi gabbie” che limitano la libertà di molte specie in passato abituate a percorrere centinaia di chilometri.

Molte migrazioni sono state per sempre compromesse e il ciclo perfetto che la Natura aveva creato in milioni di anni è irrimediabilmente compromesso per sempre.

A questo punto qualcuno di voi starà pensando se è giusto che questi animali da sempre riconosciuti come selvatici siano in buona sostanza “addomesticati”, anche se io credo che sia più appropriato dire “abituati a passare del tempo insieme agli umani”. L’ideale sarebbe chiederlo a loro, ma ciò non è ancora possibile. In attesa di un’invenzione che ci permetta di comunicare direttamente con gli animali (atteso che indirettamente già lo facciamo interpretando il loro linguaggio e trasmettendo il nostro) mi permetto io di supporre la loro risposta. Sono convinto innanzitutto che qualsiasi animale che per qualsiasi motivo viva in cattività preferisca interagire con gli esseri umani, farsi coccolare (e questo per chi l’ha visto con gli occhi come me è abbastanza evidente) ed essere trattato come un membro della “famiglia allargata” piuttosto che vivere come un detenuto a cui si dà solo cibo e acqua.

Per quanto riguarda l’aspetto etico di mantenere questi animali in cattività va sottolineato che centri come Horseback Africa, non catturano certo animali liberi per tenerli a scopo turistico, cosa che sarebbe tra l’altro illegale. Tutti gli animali sono nati nel centro o vi sono stati portati per essere salvati o non possono per diversi motivi essere introdotti in natura.

Non solo. Il loro compito di ambasciatori permette la sensibilizzazione delle popolazioni locali e non, costituendo una lotta culturale al bracconaggio. Inoltre le emozioni che procurano a chiunque sì rechi lì in Sudafrica per vivere questa esperienza indimenticabile hanno un retaggio enorme e creano un indotto culturale ed economico fortissimo nei confronti della salvaguardia.

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Accarezzare cuccioli di leoni: È sicuro incontrare questi grandi felini?

Per me qui la risposta è molto più semplice ed è: assolutamente sì, ammesso che l’attività si svolga in centri che lo fanno in maniera etica e professionale come quelli da me scelti tra i tanti visitati. È difficile dire se  questi grandi felini credano di essere umani anche loro o se pensino che le persone che li circondano siano solo membri un po’ strani del branco, ma è sicuro che non vedono l’uomo come una potenziale preda.

Tuttavia il loro linguaggio è un po’ “crudo” e la maniera per dire “mi dai fastidio, spostati” può essere una zampata che per un essere umano significa correre al Pronto Soccorso. Allo stesso modo possono manifestare anche semplice curiosità o voglia di giocare, cosa che accade spessissimo con i felini. Ma non c’è niente di cui preoccuparsi: i ranger hanno esperienza pluriennale e sono addestrati a far sì che durante le attività non si possa venire a creare nessuna circostanza neanche lontanamente o potenzialmente pericolosa per gli avventori o per gli animali.

Un’esperienza da consigliare a chiunque, alla portata di tutti e destinata a diventare protagonista dei vostri ricordi e sogni più belli e ad aggravare terribilmente quella dolce-amara nostalgia ancestrale patologica conosciuta come “mal d’Africa“.

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Accarezzare cuccioli di leoni: è giusto detenere questi animali per farli incontrare con i turisti’

Innanzitutto mi piacerebbe che approfondisse il nostro punto di vista e la scuola di pensiero che appoggiamo, prima di giudicare in modo razzista e grossolano attraverso stupidi stereotipi. Per questo potete leggere il nostro già citato articolo Turismo e fauna.

Se fatto in maniera etica e professionale, beh, credo si sia capito, per me assolutamente sì! Ma la politica del centro deve essere “animal first” ed è necessario applicare tutte le normative esistenti (e magari migliorarle…) volte alla tutela degli animali residenti nelle riserve che lo fanno.

Soprattutto per chi non ha esperienza non è facile, a volte neanche visitandoli, capire se i gestori amano davvero gli animali e se l’attività, alla fine, ne avvantaggi anche la salvaguardia. Ma è proprio per questo che nei nostri ultimi viaggi abbiamo deciso di visitarne diversi e di dare un’occhiata anche “dietro le quinte” prima di permetterci di consigliarveli.

Sono sicuro che se ci conoscete un po’ vi fiderete. Ma se avete ancora dubbi non esitate a contattarci.

 

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Il concetto è molto articolato e complesso ed è impossibile sviscerarlo ed affrontarne tutte le numerose sfaccettature in un articolo di blog. Ma sono stra-convinto di quello che asserisco con forza e da tempo, e pertanto sarò più felice di approfondirlo con chiunque. Evitate però di inviarmi messaggi con polemiche inutili puntando il dito su un’attività in cui gli animali sono amati e rispettati e sebbene procurino un reddito (volto più delle volte anche alla loro conservazione) vivono sereni e felici così come (mi auguro…!) i vostri animali domestici.

Purtroppo i condizionamenti che gli esseri umani hanno portato al mondo animale sono stravolgenti e non si può più tornare indietro. Immaginate soltanto le reti stradali che abbiamo creato e tutti gli omicidi compiuti da chi investe un povero animale magari mentre si sta recando a fare qualcosa che non è per nulla importante. Le interazioni sono infinite ed è impossibile trattare l’argomento in questa sede. Ma ci tenevo a fare un esempio per sottolineare quanto le considerazioni da fare sulle interazioni tra uomo e animale abbiano uno spettro molto più ampio e che in tante circostanze quotidiane gli animali vengano danneggiati, spesso senza motivo, o letteralmente torturati solo per ottenerne pietanze più gustose o a buon mercato.

Nei centri in cui gli incontri vengono fatti in maniera etica e professionale, dove gli animali sono amati, e i gestori si battono per combattere i problemi delle specie (come quello del “collo di bottiglia genetico“, ad esempio) avviene l’esatto contrario, ma spesso questi si vedono il dito puntato contro da o pseudo-ambientalisti.

passeggiare con i leoni(2)

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